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Se
il coaching è soprattutto una "modalità"
con pochissime condizioni metodologiche comuni, è comprensibile
la difficoltà nella scelta dei professionisti o degli studi a cui
rivolgersi.
Noi riteniamo che ci siano due aspetti in gradi
di fare la differenza e su cui valutare l'offerta:
- L'espressione
di un modello teorico-metodologico a cui fare riferimento (secondo un
criterio di coerenza epistemologica). A tutta prima, chi non ha un modello
da presentare - esplicitamente o implicitamente - motiva l'insorgere
di dubbi ed interrogativi da parte dei potenziali clienti e della comunità
professionale.
- Il
background formativo e professionale del coach (a questo proposito una
formazione "in coaching" del coach è tautologia, ovverosia
non spiega, ma si autogiustifica e si autotutela).
La conoscenza diretta della persona può essere uno dei principali
momenti di valutazione, mentre non è particolarmente significativo
il passaparola, perché in sistemi e con bisogni differenti potrebbero
esserci reazioni e sensibilità diverse.
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Il
DB coaching si basa sul Metodo di Bilanciamento Dinamico espresso
e introdotto da Ennio Martignago.
Le
matrici teoriche del DB-M (Dynamically Balanced Method) si abbinano
alle metodologie della formazione psicosociale, del counseling, dello
sviluppo organizzativo, del setting e del coaching stesso.
Per
approfondire le basi teorico-metodologiche del DB-M potrete al più
presto consultare il sito in via di allestimento. |