Personal Coaching

Servizio di Aiuti.com
Pagine di Ennio Martignago
Appunti di esperienze e riflessioni di uno psicologo,
consulente manageriale individuale e di gruppo.

06 marzo 2010

Dietro Apple che rigetta iHitler confronto sulla democrazia con Google

Questo è l'esempio che mostra la differenza fra l'atteggiamento della nuova Google filo Clintobamiana-capitalista (il principio è che la Clinton non sta esportando democrazia, ma un modello di dominio neo-capitalista per compensare la crisi interna senza risolvere le contraddizioni socio-economiche) e la post-comunarda Apple: una dice "business is business" anche se uso il bullismo per farlo senza assumermi responsabilità; l'altra, non mi gioco la faccia e quando qualcosa si porta dietro la mia immagine deve avere il mio consenso, perché la democrazia non è demagogia e men che meno dissolutezza. Ecco perché, oltre che per evidenti ragioni di una dubbia onestà che fa invidia al peggiore Bill Gates d'epoca, l'incompatibilità fra le due che segna la cultura digitale e l'economia dell'innovazione di questi tempi a venire, è genetica e sostanzialmente radicata nei valori profondi, oltre che - sicuramente - di business. E noi, pur legittimamente prendendo il meglio e il più conveniente da tutti, presto o tardi non potremo che schierarci.

Un'ultima segnalazione: non sottovalutiamo le dimissioni del responsabile di MobileME: Apple potrebbe prepararsi per compensare lo scollamento del Cloud (il nostro computer diffuso) di Google dal progetto iTouch!!!

http://www.macitynet.it/macity/aA42600/lautore_di_imussolini_propone_ihitler_ma_apple_lo_boccia.shtml

-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch

24 febbraio 2010

Google e la revanche del colonialismo dei Democratici statunitensi

Perché la notizia dell'ultima ora è la condanna di Google? Certo per ridurre l'impatto dei ricilatori italiani. Ma anche perché qualcuno sta muovendo forti gruppi di pressione su questo fatto e ci si paragona ai Cinesi.
Premesso che chi scrive è utilizzatore di Internet da prima della nascita dei browser e che ha sempre visto questo strumento come un caposaldo della democrazia. Tuttavia per me quella democrazia è quella di Electronic Frontiers Foundation e di quella vecchia di Barlow, Kapor e Gilmour, non dei residui attuali. Per intenderci quella democrazia dell'utente che quando degli avvocati usarono la rete per farsi pubblicità bloccò il loro sever di posta per giorni fino a farli desistere dalla loro esperienza di Internet. Oggi siamo agli antipodi di tutto ciò, quegli avvocati di allora sarebbero la timida anima dell'Internet odierna e questa ha soprattutto un nome, quello controverso e ambiguo con due o.
Limito la questione del filmato ad una breve osservazione: se in un giornale apparisse uno stupro di un bambino, quell'azienda non potrebbe dire che è solo colpa degli autori delle foto e nemmeno dei giornalisti. Esiste una responsabilità per tutto ciò. Qualcuno che pensa di essere più furbo può far finta di dire che l'innovazione è fuori da queste regole patetiche dei vecchi media. Peccato sia falso e manipolatorio. Le radici delle reti sono fortemente intrise di etica, mentre quelle di questo subprodotto capitalistico mediatico del neo-colonialismo clintoniano sono il contrario. Sono il peggio del reality e del talent show messo insieme. L'Internet delle origini era una coscienza militante che ha perso travolta dai business. Torniamo al giornale: perché un rotocalco dovrebbe rischiare di perdere in tutto ciò? È semplice: per vendere. Non è il caso, ad esempio, di Facebook con l'ultimo gruppo delirante: difficile monitorare attivamente tutte le stupidita, ma appena la cosa è stata segnalata la pagina si è subito chiusa "week-end" permettendo. 2O invece sapeva bene che il pestaggio stava dominando la classifica da tempo e che portava clienti, fama e soldi, e quindi ha cercato di fare tutto il possibile per farla rendere il più a lungo possbile. Qualche scemo sostiene che esiste uno statuto di comportamento della rete che esula dalle reponsabilità il canale. Questo non è del tutto falso. Tuttavia, perché non farlo valere per musica e film, per esempio: se lì dove gli interessi statunitensi sono in ballo si fanno chiudere e si condannano i sever anche se a infilare il corpo del reato sono esterni, perché non fare altrettanto dove gli stessi fanno affari sulla pelle di sfortunati e squallidi imbecilli nostrani?
Pensate se una televisione locale avesse ricevuto dei filmati delle Twin Towers dove un terrorista martoriasse divertito il corpo della vittima giocando a orinarci sopra, forse che l'amministrazione USA non avrebbe - giustamente - chiesto la pelle della televisione fino alla 3a generazione dei proprietari, della città e anche dei partiti? Certo che sì, e a ragione.
Forse che questo caso non è lo stesso? No, dimenticavo, noi siamo colonie e in questo tempo di crisi dobbiamo solo spendere e regalare.
Se questa è l'Internet che ci contrabbandano per me se la possono tenere. Sta di fatto che 2O non è la sola azienda e,se continua così possiamo benissimo farne a meno. Ne possono fare a meno almeno gli europei che hanno ancora una dignità anche se in Italia restano pochi.

Prendendo le distanze da questi populisti della rete zerbini del controllo commerciale statunitense, vi segnalo questo pezzo di Marco Bardazzi di La Stampa che mi sento di condividere pressocchè in toto, dove illustra alcune delle grandi e profonde trasformazioni che negli ultimi anni hanno cambiato la faccia di questo falso mito di una vecchia gioventù che oramai non c'è più!

I soliti manipolatori vorrebbero restituirci l'immagine di una rete uniforme. Così non è e gli eredi colonialisti di Lincoln potrebbero scoprirlo anche in casa propria dove rischiano di vedersi superare il liberalità dagli stessi sostenitori della destra.

17 febbraio 2010

Facebook: la camera degli specchi

Da quando Sherry Turkle una quindicina d'anni fa nel suo "La vita sullo schermo. Nuove identità e relazioni sociali nell'epoca di Internet" ha introdotto la problematica dell'identità e delle maschere su Internet molte cose sono cambiate. Il web è diventato Social Network dove la persona spesso ha modo di vedersi rispecchiare nelle diverse angolature della percezione restituita di sé. Anche solo l'emergere dell'interesse per i test psicologici fa comprendere il bisogno di identificazione che in Facebook supera di gran lunga quello della socializzazione.
Da Pathledge - Psicologia del portale su Facebook

Quel misterioso e impossibile altro da sé

Chi non può vivere senza un partner è spesso attratto da persone impossibili.

In genere le persone impossibili sono quelle con altre preferenze di genere o quelle che non provano necessità irrinunciabile di rappresentarsi all'interno di una coppia.

Stare accanto all'impossibile può diventare un'ossessione per il dipendente da accoppiamento e non di rado, quando ci riesce giunge addirittura per cambiarne le abitudini, addomesticandolo, fino a quando non finirà per saziarsi della delusione di non essere più attratto da lui, avendo scoperto che, alla fin fine, era proprio come tutti gli altri.

13 febbraio 2010

Il telelavoro esiste sempre più, ma non per noi!


La mancanza di una disciplina seria e della diffusione del telelavoro è un caso di evidente concorrenza sleale di cartello del top management nei confronti dei propri impiegati.

Di fatto il telelavoro è ovunque!

A parte l'executive e lo specialista DOC che non hanno un vero ufficio e sono sempre in telelavoro, le aziende stanno sempre più spostando a lavoratori remoti, più o meno organizzati e più o meno strumentalizzati e impreparati l'attività un tempo svolta all'interno.

Se togliessimo le tasse, il lavoratore italiano sarebbe uno dei meno costosi del mondo, ma se sposto il lavoro in India il risparmio è tutto di tasse. E quanto!

Una delle tante collusioni dei governi anti-bamboccioni e anti-fannulloni [non facciamoci prendere in giro: Biagi ha finito quello che cominciò Treu e Brunetta è il solista di un coro aperto da Padoa Schioppa!] con gli imprenditori globalisti! E come al solito i sindacati sono superiori a tutto ciò (li tesseriamo o no poi 'sti telelavoratori? neanche fossero classe operaia!).

Morale: quando chiedete alla vostra azienda il telelavoro non fatevi fregare da quelli che dicono: "Noi non lo prevediamo!".

Lo prevedono, ah, se lo prevedono!!!

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