Personal Coaching

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Pagine di Ennio Martignago
Appunti di esperienze e riflessioni di uno psicologo,
consulente manageriale individuale e di gruppo.

05 febbraio 2010

Topo Magnager: ecchittetocca!

La pubblica amministrazione ed il telelavoro: quanti costi in meno e quanta efficienza in più per l'organizzazione; il decurtamento degli stipendi e la decimazione dei manager della PA (ministri compresi): come dimostrare che uno stato può essere efficiente cancellando il debito pubblico.
Invece l'idea di calmierare quei pozzi neri (o buchi neri? ma...) dei top manager (molti hanno mistificato parlando di manager che oggi è cosa ben diversa!) invece ha visto la levata di scudi di tutta la narcomafia legalizzata.
"Magna, ammmerikano, magna: ecchi te tocca!"
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/01/27/visualizza_new.html_1678388635.html
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201001articoli/51667girata.asp
http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/1_gennaio/29/borsa_m_colaninno_tetto_stipendi_manager_ingiusto_e_inefficace,22714987.html
http://www.mantovaeconomia.it/dettaglio/3533/tetto-agli-stipendi-dei-manager/
http://www.bassitassi.com/dichiarazioni-tremonti-tetto-stipendi-manager/9784/

04 febbraio 2010

Steve Jobs suk pacio; il perché di una ridonadanza

Premetto che per me Steve Jobs è stato e resta uno dei migliori comunicatori al mondo. Non so ricordare uno che sappia parlare con chiarezza e semplicità da fare comprendere il senso di quello che intende anche a chi non mastica per niente l'inglese.
La sua prolusione a Stanford rimane una pietra miliare tale da fare impallidire Cicerone.
Per lui comunicare è stato fondamentale perché ci sono ancora molti che non hanno capito neppure quello che aveva in mentre 30 anni fa.
Che condisse con attributi macroscopici le sue "creature" era noto e funzionale, ma capitava che esagerasse soprattutto quando non l'aveva ancora ben metabolizzato e che quindi fosse in difficoltà a illustrarlo o quando temeva fortemente che non si sarebbe potuto comprendere il suo messaggio, la gestalt del prodotto, la vision che stava alle spalle.
Che questa volta avesse esagerato più del solito l'avevo colto, ma l'interesse per l'oggetto e l'amore incondizionato per il dio terrifico mi ci ha fatto soffermare poco.
Il filmato che segue invece lo evidenzia in maniera persino mostruosa e anche il più sfegatato Apple lover non può non guardare attentamente questo don Giovanni del marketing al lavoro:

Ringrazio Luca Ciccioni per avermelo fatto osservare all'interno del suo ottimo pezzo Apple e persuasione: i segreti svelati, nella cui prima parte sottolinea, più che l'evidente esagerazione entusiastica il meccanismo di ancoraggio reiterativo messo in atto all'unisono dai partecipanti di questo keynote.

03 febbraio 2010

Il vero problema di iPad…

…nonché di iPhone e iPod Touch, non è nell'hardware che sembra essere l'unico argomento ad interessare i commentatori, ma i partner.
Il primo è forse quello più storico: Adobe con il suo post-script, il linguaggio per la stampa professionale a tutti i livelli che ha visto la nascita delle tecnologie laser, il computer design, il desktop publishing, il web publishing e anche la business presentation e il trattamento cine-fotografico. Tutto ciò anche in seguito ad acquisizioni, le più importanti delle quali sono state Aldus (Pagemaker e Freehand) e Macromedia (da Dreamweaver a Flash, passando per i mai veramente sostituiti Director e Authorware). Apple è diventata piano piano una concorrente di Adobe, mentre quella proporzionalmente si avvicinava a Windows. Anche come identità Adobe e Microsoft hanno finito per somigliarsi sempre di più sia per proposta commerciale che per elefantiasi organizzativa. Sta di fatto che programmi come Flash stavano meglio quando dipendevano dai loro creatori e forse oggi i problemi che l'affliggono non ci sarebbero. D'altronde sono rarissime le imprese a vantare manager carismatici che anche solo si approssimino alla determinazione di Jobs!
Quando è giunta l'era della mobilità, il partner ideale per competenze e soprattutto per valori e dinamismo è diventato Google, che invece si è messo nei sistemi operativi solo apparentemente cloud-centrici. Anche i messaggi che blogger e clienti della piattaforma professionale gApps stanno ricevendo lasciano pensare ad una svolta di potere (contestuale al periodo della crisi cinese) per BigG. Anche sull'hardware l partnership si porta in Oriente con HTC.
Sotto-sotto non è pensabile che Intel, dopo un fidanzamento che ha fatto la fortuna dei Mac accetti di buon grado la sostituzione dei suoi chip con uno fatto in casa che presto potrebbe estendersi su altre piattaforme mangiando dallo stesso piatto quando si era appena risolto il periodo AMD.

Nemici questi per iSteve che potrebbero portare a conflitti per noi invisibili diversamente dalle conseguenze che potrebbero essere invece devastanti per clientela e civiltà. I più immediati sono la guerra dei browser con Flash, ma questa è solo la punta dell'iceberg.


-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch

27 gennaio 2010

iPad: quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito




Il nome è stato il primo a girare (escluso iTablet che risale ad almeno un anno prima dell'uscita dei primi netbook.
L'hardware è più o meno quello che si sapeva, mentre il software ci riserva qualche sorpresa.





Ma il vero genio sta in tre parole: a risalire per importanza:
- la comunicaIone: nessuno sa presentate le proprie creature come Apple. Hanno venduto l'uso, non l'oggetto, parlando la lingua di tutti con chiarezza esemplare.
- il marketing: l'oggetto più economico costa meno di un iTouch, quello più costoso meno di un iPhone. Ma il vero guadagno sta nell'indotto che ripeterà notevolmente amplificato il fenomeno dei primi iPod, oggi in caduta libera.
- L'ecosistema: ogni prodotto che fa, Apple vende Apple, il suo modo di pensare, i suoi evangelisti, la sua filosofia, i suoi clienti affezionati; ma soprattutto un mondo già pronto per l'uso. Contratti finiti con i maggiori tabloid USA, le cui vendite sono garantite dall'appeal del prodotto e quelle del prodotto dal prestigio del giornale. Lo stesso vale per riviste, libri, film, TV, telefono, videogiochi. E tutti con i nomi più importanti.




C'era qualcuno che voleva qualcosa che somigliasse ad un ebook a basso prezzo anche se valeva poco. Apple sta vendendo a basso prezzo qualcosa che vale molto. Perché? Lo stolto pensa di avere comprato il prodotto; il saggio sa che quello che è stato venduto è Apple. Non un satellite, nè un pianeta e neppure una stella: una galassia.
Agli altri non rimane che mendicare al solito misero indotto aziendale che fa sempre più fatica a comprare e ancor meno a pagare, ma in compenso non è certo interessata ad innovare.




Chi vuole vederlo può sempre recarsi su:
http://www.Apple.com/ipad
E probabilmente fra non molto
http://www.Apple.com/it/ipad


Speriamo che 3Italia sia pronto all'offerta per il modello 3G. Non perdete di vista Twitter o Facebook.

23 gennaio 2010

È nato "Il Franti"

Come promesso è nata la pagina Facebook dedicata all'apocalisse dell'apprendimento e alla militanza clandestina dei nostalgici della formazione e dell'intelligenza non combinatoria (ovvero di quando i computer erano strumenti stupidi delle persone e non strumenti ancora più stupidi dei sempre più stupidi computer); nostalgici dei boiardi ingordi ma sazi della loro parte…
Vorrei aggiungere che dedico la nascita di questa pagina a Giorgio Gaber (e inevitabilmente a Luporini), a titolo simbolico di uno dei tanti che ci aveva avvertito con parole fra le più belle.

Non mi resta che dirvi come e questo ve lo metto qua sotto:

Il Franti | 


P.S.: So che molti vedono in Facebook il grande fratello. Mi permetto di dirvi: "Dormiglioni!!! Il grande fratello è superato! Siamo già nel mondo di Terminator, o di Matrix e il clone di quello che fu l'orweliano 1984 è già impiantato nell'avatar che siede accanto a te in ufficio, che insegna a tuo figlio (e alle volte lui stesso), nel tuo vicino di casa, il lattaio… e il delatore ti guarda dalla pupilla polifemica del nulla imbecille in cui è imbevuta ogni molecola del mondo attorno a noi. Per essere meno prosaici, anche se vai in un'isola deserta tutti possono sapere cosa fai. L'unica speranza che hai è di non interessare loro.

Ma questo non è poco: è un buon punto di partenza su cui lavorare!

Dove?

Ma su "Il Franti", naturalmente, se ti resta ancora un po' di fiato dopo questa macerazione fermentata del frullato dei tuoi gabbaisisi (citazione camilleriana).

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