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Pagine di Ennio Martignago
Appunti di esperienze e riflessioni di uno psicologo,
consulente manageriale individuale e di gruppo.

15 aprile 2010

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11 aprile 2010

Non chiamatelo più "computer" - IBM e iPad: un cambiamento epocale

Nell'84 Apple, nel primo spot del Macintosh, faceva scagliare a un'olimpionica il suo martello contro lo schermo di un grande fratello simboleggiante lo strapotere sbiadente di Big Blue. Questo gesto avrebbe segnato l'inizio del computing creativo e interattivo e quello della fine dell'IBM che tutti conoscevano. Praticamente dimentica del business elettronico e orientata sulle soluzioni, la rivale di un tempo diventa oggi la prima stakeholder del mercato verticale del nuovo anti-PC di Cupertino.
Certo, non ci sono solo loro. Come abbiamo già riportato (anche di IBM avevamo fatto cenno), molti sviluppatori indipendenti accanto a nomi noti da SAP a Oracle a Citrix (quasi tutti presenti con iPhone Apps) hanno dato segno di interesse per il protetto di Jobs. Tuttavia, IBM sembrerebbe pronta a scendere in lizza nonappena iPad sarà veramente presente e collaudato su tutti i principali mercati con propri sistemi gestionali e applicazioni verticali: un settore che potrebbe rivelarsi la vera sorpresa, a dispetto dell'interesse mediatico rivolto al solo settore consumer.

E in Italia? Qui di innovazione si parla solo: la scuola, la sanità, l'editoria, la ristorazione… tutti settori in cui vince la solita logica lobbistica dei soliti pochi noti.
Però questa volta si potrebbe pagare molto caro questo ritardo di attenzioni.

Stiamo pronti dunque. Non solo sviluppatori e sistemisti, ma soprattutto presidi, insegnanti, giornalisti, editori (scolastici prima di tutto), direttori sanitari, manager, formatori, persino quasi gli avvocati!
Qui c'è lavoro per voi: vince il primo arrivato. Non solo per gli informatici: finalmente per i professionisti, gli autori, gli esperti. A patto di cambiare finalmente prospettiva: fuori dal coro dei conservatori vintage passatisti come pure dei geek tecnologico-modaioli o smanettoni del chip e ciop. Per tutti una raccomandazione:
- Non chiamatelo più "computer"!

http://mobile.forbes.com/device/article.php?CALL_URL=http://www.forbes.com/2010/02/11/ipad-iphone-apple-technology-cio-network-ibm.html?

http://www.ipader.it/tag/ibm-ipad

http://www.macitynet.it/macity/articolo/IBM_scommette_sulliPad/aA42259

http://iphone.appleinsider.com/articles/10/02/12/ibm_plans_lotus_for_apple_ipad_e_reader_eye_strain_explored.html#-1-0

-- Postato con BlogPress

05 aprile 2010

Contro la mente procedurale

Negli allevamenti automatizzati il mangime viene erogato ad orari stabiliti, magari anche la musica si attiva a tempo e le uova scorrono negli appositi scivoli. La vita della gente in questi tempi arimanici scorre regolare automatizzata. Non sono i computer a renderla così ma una mentalità, quella procedurale elevata alla massima potenza dalle piattaforme (ERP per primi) di una certa informatica figlia di Von Neuman e non certo di Wiener. La procedura è positiva quando serve per non dovere pensare sequenze già consolidate come se fossero ogni volta nuove. Il fatto è che, per evitare di scegliere e di pensare, si finisce per prendere in considerazione solo le situazioni per le quali esista una procedura. Così ragionano le istituzioni. Così prospera la corruzione. Così si stritola il diritto del singolo e del debole. Così si uccide l'originale. Così si diventa ciechi verso il nuovo. Così si perde l'uso dei sensi. Così si appiattiscono e si involgariscono i gusti. Così si sclerotizza la civiltà. Così ci si ammala, si ghettizza, si odia, si muore nella totale stupidità del tripudio della mente procedurale, il silenzio del bello e del buono.


-- Postato con BlogPress dal mio iPod Touch

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