Il mondo secondo Guy
Fri, Feb 19 2010 12:24 | Titoli

Il grande Guy Kawasaki, "inventore" del Mac Evangelismo e quindi del Cult of the Mac del Wired di oggi, dice la sua sulla situazione attuale in un'intervista per La Repubblica. E c'è da ascoltarlo!
Apple? "E' diventata una compagnia affamata di soldi e di potere. l rapporto tra Apple e il pubblico si sta indebolendo anche se i suoi prodotti sono ancora tra i migliori che si possano trovare sul mercato, però allo stesso tempo sembra aver perso la capacità di trattare i consumatori con la considerazione e il rispetto che gli sono dovuti".
E Google? "L'atmosfera che si respira oggi a Google mi rammenta moltissimo quella che si respirava ai tempi miei alla divisione Mac di Apple che, oltre ai talenti offriva un concentrato di megalomania senza pari"
I rapporti fra i due? "E' inevitabile che si calpestino i piedi, con quale esito è difficile dire a questo punto, però lei ha ragione c'è stata una accelerazione delle dinamiche di scontro"
I SN? "Twitter mi pare l'unico che può generare entrate che non siano esclusivamente pubblicitarie. Per utilizzare Twitter finirei anche col pagare, non farei lo stesso per nessuno degli altri social network. Google Buzz proprio non lo capisco. Mi pare un coacervo di tutto quello che s'è già visto. E' probabile che il social network in grado di dominare il mercato lo devono ancora inventare. Come niente lo costruirà qualche ragazzino lavorando in qualche sottoscala di Palo Alto"
Infine iPad. "Non è stato pensato abbastanza. È piuttosto un work in progress. Anche la durata della batteria mi preoccupa: quando la Apple dice 10 ore bisogna leggere 5 nella realtà e poi chi ce lo lascia un computer in stand-by per un mese. E' probabile che la versione che arriverà sul mercato tra un paio di mesi sarà dotata di camera fotografica e forse anche di porte Usb. Ma a prescindere da tutto l'iPad segna l'avvento di una nuova era nel mondo dell'intrattenimento personale e dell'immagazzinamento dei libri e dei periodici. I personal reader, o per meglio dire i centri di intrattenimento multimediale portatili, diventeranno una realtà diffusa come quella degli mp3 adesso. E' solo questione di tempo"
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